Archivi per la categoria ‘Ambiente acquatico’

“Nel 2030 ci vorranno 37 milioni di tonnellate di pesce in più all’anno per mantenere gli attuali livelli di consumo ittico della popolazione mondiale, la cui entità aumenta inesorabilmente. Molte specie di pesce commerciale stanno però scomparendo dai nostri mari: peschiamo troppo e non diamo ai pesci il tempo di riprodursi e crescere. Che fare?

Una delle soluzioni potrebbe essere quella di regolare i nostri consumi. L’altra, secondo molti, è nell’acquacoltura. Secondo la Fao, ad esempio.

Per l’organizzazione oggi consumiamo 48 milioni di tonnellate di pesce derivante dall’acquacoltura, ma fra poco più di 20 anni ce ne serviranno 85 milioni.” Articolo completo

AquaGuide opera nel settore della didattica e ricerca per un’Acquacoltura e un’Acquariologia ecosostenibili che garantiscano la salute degli animali allevati e quella dell’ambiente che li ospita. L’Acquaponica è una delle risposte all’esigenza di realizzare allevamenti acquatici esenti da antibiotici e inquinamenti organici negativi che consentono la crescita di individui sani e con proprietà organolettiche di grande importanza per l’alimentazione umana. Allo stesso modo garantisce la produzione di esemplari per il mercato dell’acquariofilia resistenti, di bell’aspetto e in salute che non necessitano di trattamenti con prodotti chimici e medicali per poter vivere e prosperare negli acquari dei proprietari.

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“E’ l’iniziativa del governo thailandese che ha affondato 25 tank dismessi nel Golfo della Thailandia. Da simbolo di guerra a nursery per la riproduzione di pesci e altri organismi marini. Le loro carcasse infatti dovrebbero facilitarne la riproduzione e con il tempo, creare delle nuove barriere coralline. L’iniziativa è parte di un progetto lanciato nell’agosto del 2009 e mirato a migliorare la fauna ittica nella parte sud del Paese. La zona è tra le più povere e ha nella pesca una delle sue maggiori attività economiche.
I carri armati T69-2, di provenienza cinese e in servizio in Thailandia tra il 1987 e il 2004, sono stati inabissati al largo della costa delle province di Narathiwat e Pattani”
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Secondo uno studio italiano la chiazza di petrolio avrebbe bloccato la corrente del Golfo del Messico, vale a dire uno dei motori che contribuisce a riscaldarla. Ignote le conseguenze se lo studio dovesse essere confermato da altre fonti scientifiche.

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“E’ come se a un omicida colto in flagrante non venisse ritirato il porto d’armi. L’unica differenza è che in questo caso, a morire, non sono esseri umani ma capodogli, tartarughe, delfini, tonni e pesci spada.
C’è qualcosa che non funziona nei mari italiani. E c’è qualcuno che non fa rispettare la legge.

Al centro dell’attenzione ci sono le spadare, reti a maglia larga lunghe fino a 20 chilometri, usate con l’obiettivo di catturare il pesce spada ma al cui interno finiscono spesso specie in via d’estinzione. Si stima che nel solo Mediterraneo queste gigantesche trappole siano arrivate a uccidere fino a 10mila cetacei all’anno, tanto da essersi guadagnate il soprannome di “muri della morte”.
Per questo motivo dal 2002 la Comunità europea ne ha bandito l’uso. Con l’obiettivo di dare una mano agli armatori e ai loro equipaggi, terrorizzati all’idea di perdere la propria fonte di reddito, è stato messo a punto un sistema di aiuti finanziari. Chi ha consegnato la licenza per pescare con la spadare ha ricevuto soldi pubblici.
Secondo le stime di Ermete Realacci, deputato del Pd, i pescherecci italiani hanno intascato circa 200 milioni di euro dei contribuenti, per la metà provenienti da Bruxelles e per l’altra metà direttamente da Roma.”

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“Frankenstein sul piatto o panacea per sfamare i poveri del pianeta? L’arrivo sulla tavola degli americani di un «supersalmone» OGM, in grado di crescere al doppio della velocità degli altri, torna a spaccare in due gli Usa, scatenando un acceso dibattito anche da noi in Italia dove un’indagine Coldiretti/Swg rivela che quasi 3 cittadini su 4 sono contrari ai cibi transgenici.”

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