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L’Acquaponica unisce insieme l’Acquacoltura (allevamento di organismi acquatici) e l’Idroponica (coltivazione di piante senza terra). E’ il matrimonio perfetto tra due sistemi di produzione alimentare ben collaudati che si integrano in una relazione di simbiosi naturale.
Come già riportato in un nostro precedente articolo, stiamo sviluppando come società un impianto didattico-dimostrativo che potrà essere visitato nei prossimi mesi per potersi rendere conto sia della tecnologia utilizzata sia delle grandi potenzialità produttive che questo sistema di allevamento integrato consente a tutti come ad esempio:
- Singoli appassionati interessati alla coltivazione solamente a livello hobbistico;
- Nuclei famigliari che desiderano iniziare ad autoprodursi il cibo fresco in maniera organica e controllata;
- Imprenditori che desiderano avviare un’attività commerciale per la produzione di alimenti biologicamente sani e nel pieno rispetto dell’Ambiente e delle sue risorse naturali.
L’Acquaponica può essere praticata da tutti indipendentemente dall’età, dal sesso e dalla formazione culturale. Una volta avviato un impianto, che può occupare da solo 10 mq ai 200 mq di un sito commerciale, la sua gestione quotidiana non richiede sforzi fisici e tempi elevati e può essere effettuata anche da una singola persona se adeguatamente addestrata.
Di seguito trovate alcuni scatti fotografici del nostro impianto in fase di costruzione la cui apertura al pubblico è prevista alla fine di Settembre. Contattateci se desiderate prenotare una visita guidata gratuita.
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“Andrà in scena il prossimo 20 luglio 2010 a Garda il primo Festival dedicato al Pesce d’Acqua Dolce, specialità ittica di grande valore gastronomico che l’evento si propone di promuovere attraverso una serie di attività volte alla valorizzazione della cucina ittica d’acqua dolce.
All’interno della kermesse culinaria, infatti, troveranno ampio spazio le degustazioni aperte al pubblico e gli incontri con chef stellati provenienti dall’area gardesana e trentina che proporranno le loro specialità più gustose e creative e si sfideranno in piazza a colpi di fornello per aggiudicarsi il premio per il miglior primo e secondo piatto in tema con la manifestazione.”
“Dimenticare un vecchio pregiudizio nei confronti dei prodotti ittici stranieri, tra cui quelli italiani, e superarlo andando a verificarne direttamente la qualita’: questo l’obiettivo di una delegazione di dieci operatori giunti a Trieste da Burgos (Spagna), citta’ che pur non essendo costiera, risulta essere una delle principali e piu’ esigenti piazze per il commercio ittico spagnolo, con una lunga tradizione e cultura legata al consumo di pesce.
Accolti da Egidio Sardo, presidente della Consulta Pesca della Camera di Commercio giuliana, gli ospiti spagnoli si sono imbarcati al Villaggio del Pescatore (Trieste) per visitare gli allevamenti di orate e di cozze.
La presenza del pesce dell’Alto Adriatico sui banchi della Spagna settentrionale sta progressivamente sostituendo quella del pescato nel mare Cantabrico, fatto che ha spinto il gruppo di negozianti al dettaglio a venire direttamente alla fonte, per verificare la qualita’ e le caratteristiche dei prodotti che offrono ai propri clienti. Una visita mirata, per scoprire come e dove vengono allevati e pescati i prodotti ittici italiani, per poter poi rassicurare i consumatori sulla loro bonta’. La delegazione e’ venuta cosi’ a conoscenza degli interventi attuati negli ultimi quattordici anni nel Golfo di Trieste a favore dell’acquacoltura e miticoltura, dei piani di gestione delle risorse ittiche volti a conciliare le necessita’ dei pescatori con la salvaguarda ambientale e dell’incentivazione verso nuove tipologie di attivita’ (ittiturismi, semilavorati). Finalita’ perseguite da Aries (Azienda speciale della Camera di Commercio di Trieste) e che proseguiranno anche nel 2010 con ulteriori iniziative tra cui eventi e brochure promozionali sul pesce povero e studi tecnico-scientifici su nuove metodologie di imballaggio dei prodotti ittici.”
La rete è stratificata regionalmente sull’intero territorio nazionale, copre i tre sub-settori principali (acque interne, acquacoltura salmastra/marina e molluschicoltura) ed assicura la continuità di fornitura, per tutte le principali specie commercializzate, dei prezzi e dell’andamento di mercato.
Le quotazioni rilevate sono prezzi medi alla produzione (franco azienda, IVA esclusa), dettagliati per prodotto, pezzatura e tipologia di lavorazione.
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Meccanici, idraulici, apprendisti elettricisti allevano pesce. E’ possibile? La risposta affermativa è stata fornita dall’esempio di quattordici soci che hanno rilevato più di 10 anni fa un’ azienda di acquacoltura gia’ avviata a Porto Tolle (Rovigo) e hanno acquisito tutte le conoscenze necessarie per gestire la loro nuova attività imprenditoriale.
“In effetti svolgevamo lavori che non avevano niente a che fare con il mare. La nostra e’ stata dunque un’ idea di tipo imprenditoriale – ha raccontato il loro presidente Luca Laurenti in un’intervista pubblicata tempo fa sul Corriere. “Siamo subentrati alla precedente gestione che attraversava un momento difficile, e abbiamo imparato sul campo, lavorando fianco a fianco con chi si intende di acquacoltura e di pesca”.
La societa’ dispone di impianti sulla terra ferma per l’ allevamento in vasca di anguille espigole o branzini, al quale si e’ aggiunta la coltura di vongole, cozze e ostriche. “All’ inizio bisogna avere qualche soldo da investire – continua Laurenti – impianti di depurazione, vasche, celle frigorifere per la conservazione dei molluschi hanno costi ingenti, soprattutto se, come nel nostro caso, sono di grandi dimensioni”.
La societa’ gestisce direttamente anche tutte le attivita’ connesse con la vendita: celle frigorifere per il deposito del pesce, impianti di depurazione direttamente nelle cassette e automezzi per la spedizione ai grossisti.
Nel loro percorso formativo i soci si sono avvalsi dell’assistenza di consulenti esterni specialisti che li hanno aiutati anche ad individuare i finanziamenti della Comunità Europea.



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