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“Dicono i più autorevoli gourmet, prima che lo scazzone (Cottus gobio n.d.r.) diventasse specie protetta a livello europeo, nazionale e locale, in quanto popolazione soggetta a rarefazione, che un piatto a base di “marsoni” (altro nome indicativo della specie) fosse sempre in grado di soddisfare i palati più raffinati.
Essendo di acqua dolce questo ottimo pesce è soggetto a bracconaggi consistenti: con l’obiettivo di ripopolarlo e anche accontentare le potenziali richieste della ristorazione, Veneto Agricoltura, dopo una prima sperimentazione con l’Università di Parma, ha avviato un’iniziativa mirata a riprodurre scazzoni partendo da riproduttori selvatici in vasche di grandi dimensioni. Il “Progetto sperimentale Scazzone” ha sede presso il “Centro Ittico” di Veneto Agricoltura con sede a Valdastico (VI).”
“Nell’allevamento ittico di Maniago nel Veneto, per la prima volta in Italia, è stato allevato il temolo, un pesce d’acqua dolce in cattività. Si tratta di una specie molto sensibile alla qualità dell’acqua: se questa non presenta le caratteristiche di purezza e di salubrità adatte può verificarsi una diffusa moria. Ed è per questo che il temolo è una specie in regresso.
In base agli studi condotti dalle università di Trieste e di Udine, nonché con l’apporto dell’esperienza già condotta in questo settore dai pescatori sloveni, l’Ente tutela pesca e l’associazione pescatori sportivi di Maniago hanno avviato tre anni fa il cosiddetto “progetto temolo” i cui primi risultati sono stati presentati ieri alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale Claudio Violino. Risultati tangibili e visibili nelle vasche, nelle quali dimorano migliaia di piccoli pesci nati da esemplari in cattività.”
Nonostante la crescente domanda di mercato, la produzione nazionale di pesce gatto Ictalurus melas è progressivamente crollata di oltre il 90% a partire dal 1993. Questa specie alloctona, introdotta in Italia dal Nord-America all’inizio del secolo scorso per scopi alimentari, ha causato la comparsa di due patologie virali (Iridosi e Herpesvirosi), dovute probabilmente all’importazione di pesce vivo dall’estero.
Eppure negli ultimi dieci anni la produzione intensiva di pesce gatto è diventata particolarmente interessante, sebbene l’offerta non sia riuscita a soddisfare la domanda crescente: di conseguenza il prezzo è aumentato fino ad arrivare ai 5-7 euro al chilo attuali per il prodotto adulto maturo.
Ecco perché Veneto Agricoltura - Azienda Regionale per i settori Agricolo, Forestale e Agroalimentare – ha sperimentato un nuovo modo per produrre quantitativi limitati di novellame di pesce gatto certificato, esente da patologie virali, da mettere a disposizione delle aziende private.
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