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Esempio di acquacoltura biologica in Uganda

“Il MiPAAF – Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della qualità – ha diffuso una nota di chiarimento in risposta a richieste relative alla pratica dell’acquacoltura biologica. La nota riguarda il Reg. 889/2008, art. 25 opties, lett. b) e precisa quanto segue:

L’articolo in oggetto, introdotto dal Reg. (CE) n. 710/09, nello stabilire che ‘’almeno il 5 % della superficie perimetrale deve essere ricoperto da vegetazione naturale”, precisa che per ‘’area perimetrale’’ deve intendersi la zona che rappresenta l’ ’’interfaccia terra-acqua’’. Con tale indicazione inserita tra parentesi, la Commissione ha così specificato che il requisito della presenza di vegetazione naturale è riferito alle aree immediatamente adiacenti lo specchio d’acqua, piuttosto che all’intera superficie aziendale.

A titolo esemplificativo, è possibile asserire che nel caso di piccoli stagni o vasche il suddetto requisito potrebbe riguardare l’area di terra attorno ad essi, mentre nel caso di grandi bacini o laghi lo stesso requisito potrebbe essere rispettato mediante la presenza di vegetazione ripariale lungo le sponde del bacino stesso così come da vegetazione sulla parte terrestre a margine dello specchio d’acqua. Si evidenzia, ad ogni modo, che l’obiettivo è quello di mantenere un alto livello di biodiversità, con particolare riferimento agli ecosistemi acquatici naturali, come riportato nel 1° considerando del Reg. (CE) n. 834/2007 e nel 12° considerando del Reg. (CE) n. 710/2009.

La Nota n. 17197 del 13 settembre 2011 è disponibile sul sito di Suolo e Salute nella sezione: CERTIFICAZIONE PRODUZIONI BIOLOGICHE > NORMATIVA > NAZIONALE.”

Fonte: SINAB

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“Nell’agosto del 2009, con il Reg. (CE) n, 710, è partito ufficialmente il settore dell’acquacoltura biologica. Esso stabilisce i principi per allevare con tecniche biologiche e certificare l’allevamento di pesci d’acqua dolce e d’acqua salata, gamberi e altri molluschi, cozze, ostriche e anche alghe.
Il 1° luglio del 2010 sono entrate ufficilamente in vigore le nuove norme europee sull’etichettatura degli alimenti biologici, che riguardano anche i prodotti da acquacoltura.
Nella seguente sezione sono contenute tutte le informazioni relative al settore dell’acquacoltura biologica, dalla normativa (comunitaria e nazionale), agli uffici regionali competenti per la gestione dei procedimenti amministrativi del settore e materiale scientifico.”

Visita la sezione dedicata all’Acquacoltura biologica del SINAB (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica).

AquaGuide fornisce progettazione, consulenza e servizi in materia di Acquacoltura biologica a chi desidera avviare un’attività in un settore innovativo e promettente.


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“È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 211, del 9 settembre 2010, il Decreto del 30 luglio 2010, del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, recante le disposizioni per l’attuazione del Regolamento Ce 710/2009 che modifica il Regolamento Ce 889/2008, recante modalità di applicazione del Regolamento Ce 834/2007 del Consiglio, per quanto riguarda l’introduzione di modalità di applicazione relativa alla produzione di animali e di alghe marine dell’acquacoltura biologica.
L’allegato al decreto costituisce il modello di notifica ad uso degli operatori che intendono intraprendere l’attività di produzione di animali e di alghe marine d’acquacoltura biologica.”
[Fonte]

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Entra in vigore il Regolamento Mediterraneo dettato dalla Commissione europea. Riviste le dimensioni degli animali da catturare e le distanze dalla costa. A rischio anche vongole, calamaretti, bianchetti e frittura di paranza.

“Lo stop alle telline mette a rischio oltre un milione di piatti, dagli spaghetti alle zuppe, serviti ogni anno con il gustoso mollusco nelle case e nei ristoranti soprattutto nel Lazio, ma anche in Puglia, Campania ed in altre regioni. E’ quanto stima la Coldiretti in riferimento all’entrata in vigore del Regolamento comunitario Mediterraneo che introduce dal primo giugno nuove norme per la pesca che di fatto rischiano di far sparire dalle tavole degli italiani le telline, tutelate e festeggiate con sagre nel litorale romano, ma anche i cannolicchi ed altri pesci. Si tratta degli effetti delle nuove norme che -precisa la Coldiretti- prevedono tra l’altro distanze per la pesca dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, impedendo di fatto la raccolta di telline e cannolicchi. E’ importante l’avvio della procedura comunitaria per la richiesta di una deroga per salvare una tradizione gastronomica nazionale molto radicata, evitare gravi perdite economiche ai circa 1000 pescherecci coinvolti dove trovano possibilità di lavoro circa tremila persone, per i quali vanno individuate misure adeguate.

Le nuove norme peraltro, riducendo la produzione nazionale rischiano – continua la Coldiretti – di aggravare la già pesante dipendenza italiana dall’estero da dove arriva ogni anno circa il 60 per cento del pesce consumato a livello nazionale.”

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L’acquacoltura biologica protegge la salute dei consumatori umani riducendo l’esposizione totale ai prodotti chimici tossici sotto forma di medicinali, integratori alimentari e ormoni senza dimenticare i pesticidi che si accumulano nel terreno, in aria, in acqua e nella catena alimentare. Inoltre le metodologie di allevamento che contraddistinguono questo tipo di acquacoltura contrastno l’erosione superficiale del suolo, ne migliorano la fertilità, proteggono le acque superficiali qualitativamente e quantitativamente e conservano l’energia.

L’acquacoltura biologica è un’attività produttiva che:
- è ecosostenibile;
- riduce il rischio di alimentarsi con prodotti di origine dubbia oppure potenzialmente tossici;
- rispetta l’ambiente e le sue risorse naturali come l’acqua e la terra
- offre ai piccoli proprietari terrieri la possibilità di creare un prodotto di qualità potendone decidere anche il prezzo;
- ha un mercato in continua espansione alternativo a quello tradizionale
- produce alimenti con un gusto genuino naturale;
- non include l’utilizzo di organismo geneticamente modificati, rappresentando una fonte di alimenti ittici per i consumatori sensibili agli OGM.

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