Archivi per la categoria ‘Acquacoltura biologica’
Impianto di acquaponica a Alma Bryant High School
in Alabama (USA)
Il Parlamento europeo vuole un’acquacoltura europea più forte e competitiva, non solo per soddisfare la crescente domanda da parte dei consumatori, ma anche per offrire un’alternativa alla pesca marittima.
Lo hanno sostenuto i deputati europei nella sessione plenaria appena conclusasi a Strasburgo, approvando a grande maggioranza – 420 voti a favore, 15 contrari e 7 astensioni – la risoluzione presentata dal vicepresidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo Guido Milana (S&D) che ha definito il voto “un’occasione storica per rendere le norme più semplici e praticabili per operatori e consumatori”.
**Regole più trasparenti
Per i deputati sono necessari maggiori investimenti, una pianificazione a lungo termine e di regole più chiare, criteri comuni di certificazione dei prodotti, oltre a parametri di base che vanno dall’impatto ambientale, all’utilizzo delle risorse idriche, alla salute e alimentazione di pesci, molluschi e crostacei.
**Più informazione meno burocrazia
I deputati chiedono parametri rigorosi su qualità e tracciabilità, rafforzando i criteri di etichettatura per prodotti di qualità e biologici. Chiedono meno burocrazia per ottenere licenze e concessioni introducendo, ad esempio, sportelli unici per gli operatori.
** Finanziamenti
Più fondi, dice il Parlamento, con una linea di bilancio esclusivamente destinata al futuro Fondo Comunitario per la Pesca, da destinare ai sistemi di acquacoltura eco-sostenibili.
“Nel West Virginia hanno pensato di sfruttare le vecchie miniere di carbone dismesse per intraprendere una attività di acquacoltura. Per questo utilizzo si necessita di molta acqua e, a quanto pare, le miniere ne hanno in abbondanza. Le analisi dicono che, nella maggior parte delle miniere, l’acqua è perfettamente pulita e ideale per l’allevamento delle trote e del salmone. Molte persone sono un po’ riluttanti nel scegliere di consumare dei pesci allevati in caverne o pozzi, ma l’azienda che li alleva assicura che sono sicuri. Le cavità si riempiono di acqua piovana e neve sciolta e nel West Virginia meridionale intendono sfruttarle in maniera intensa, sempre tenendole sotto controllo, analizzando l’acqua in maniera costante. Le aziende interessate all’iniziativa, tra le quali la “ Blue Ridge Inc.”, andranno a utilizzare una mezza dozzina di miniere che pensano abbiano una capacità di produrre 1 milione di libbre di pesce ogni anno. Una parte della produzione diventerà materiale per la pesca sportiva, mentre la parte rimanente sarà destinata a ristoranti e negozi di generi alimentari. In West Virginia salmoni e trote, per esempio, stanno diventando per la prima volta pesci d’allevamento “eco”, senza ormoni della crescita o antibiotici in acqua.”
“Per un giorno Alghero è stata la capitale nazionale dell’acquacoltura. È successo di recente, grazie ad un prestigioso convegno dal titolo “Acquacoltura in Sardegna: un percorso verso l’eccellenza” , che ha visto la partecipazione e il contributo di scienziati, ricercatori, imprenditori, rappresentanti di categoria, istituzioni ed esperti di tutta Italia, nel magnifico scenario di Porto Conte, presso la sede di Sardegna Ricerche. L’iniziativa, voluta dalla neonata Associazione Sarda Acquacoltori, è stata cofinanziata da Laore Sardegna, agenzia regionale che opera in campo agricolo.”
“Entrerà in vigore il 1° luglio del 2010 il Regolamento CE n.710/09 che disciplina l’acquacoltura biologica, uniformando il quadro giuridico nei diversi Stati membri. Dei nuovi obblighi, ma anche delle tante opportunità che si aprono per gli operatori del settore.
Se ne è parlato stamani in un convegno nazionale promosso da Unioncamere Puglia e da Bridg€conomies alla Camera di Commercio di Bari, organizzato in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Coispa, Biolfish e Api.
“L’acquacoltura è un settore fortemente in espansione – ha dichiarato il segretario generale della Camera di Commercio di Bari, Roberto Majorano – che in Puglia vanta già realtà di eccellenza, come la Panittica Pugliese. Si tratta di una delle più importanti aziende del comparto nel Mediterraneo, protagonista lo scorso anno di un risultato scientifico di portata mondiale, quale la riproduzione del tonno rosso in cattività, e che ora ha investito nell’allevamento biologico nel suo impianto di Bisceglie. Ci si muove ormai nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, che ha riguardo per l’ambiente e per le specie animali, individuando sistemi di produzione e cattura che siano rispettosi degli equilibri naturali. E’ un settore ad alto valore aggiunto, in cui si fa molta ricerca ma vi sono anche un’ampia domanda da parte del mercato e varie possibilità di creazione di indotto e quindi occupazione”.
Se la pesca è un’attività in crisi per il sovrasfruttamento delle risorse ittiche, l’acquacoltura è in forte espansione ed è spesso invocata come la soluzione per procurare il pesce che serve ad una crescente popolazione mondiale.
Oggi l’acquacoltura è il comparto della produzione alimentare (di origine animale) con la crescita maggiore e fornisce il 43% del pesce per uso alimentare. La crescita è stata notevole sia per numero di specie allevate (il 97% delle specie allevate oggi (circa 430 specie, quindi) sono state addomesticate solo negli ultimi 100 anni) che per quantità di prodotto: i dati FAO affermano che dal 2000 al 2005 la produzione mondiale di acquacoltura è passata da 35,5 a 47,8 milioni di tonnellate (Mt) con un incremento del 34,65% che è stato maggiore per le specie d’acqua dolce (da 21,2 a 28,9 Mt: +36,32%) rispetto a quelle di mare (da 15,4 a 18,9 Mt: + 32,17%).
Purtroppo, in un crescente numero di casi le produzioni di acquacoltura sono ben lontane dall’essere sostenibili e possono causare una serie di impatti ambientali e sociali. D’altra parte, l’acquacoltura può contribuire in modo positivo alla produzione di alimenti.
Una soluzione sono alcuni sistemi particolarmente innovativi, come la IMTA (integrated multi trophic aquaculture, acquacoltura multitrofica integrata), la cosiddetta “acquaponica” e i sistemi integrati di coltura agricola (riso) e acquacoltura.



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