Archivi per la categoria ‘Allevamento in gabbie’
“Dimenticare un vecchio pregiudizio nei confronti dei prodotti ittici stranieri, tra cui quelli italiani, e superarlo andando a verificarne direttamente la qualita’: questo l’obiettivo di una delegazione di dieci operatori giunti a Trieste da Burgos (Spagna), citta’ che pur non essendo costiera, risulta essere una delle principali e piu’ esigenti piazze per il commercio ittico spagnolo, con una lunga tradizione e cultura legata al consumo di pesce.
Accolti da Egidio Sardo, presidente della Consulta Pesca della Camera di Commercio giuliana, gli ospiti spagnoli si sono imbarcati al Villaggio del Pescatore (Trieste) per visitare gli allevamenti di orate e di cozze.
La presenza del pesce dell’Alto Adriatico sui banchi della Spagna settentrionale sta progressivamente sostituendo quella del pescato nel mare Cantabrico, fatto che ha spinto il gruppo di negozianti al dettaglio a venire direttamente alla fonte, per verificare la qualita’ e le caratteristiche dei prodotti che offrono ai propri clienti. Una visita mirata, per scoprire come e dove vengono allevati e pescati i prodotti ittici italiani, per poter poi rassicurare i consumatori sulla loro bonta’. La delegazione e’ venuta cosi’ a conoscenza degli interventi attuati negli ultimi quattordici anni nel Golfo di Trieste a favore dell’acquacoltura e miticoltura, dei piani di gestione delle risorse ittiche volti a conciliare le necessita’ dei pescatori con la salvaguarda ambientale e dell’incentivazione verso nuove tipologie di attivita’ (ittiturismi, semilavorati). Finalita’ perseguite da Aries (Azienda speciale della Camera di Commercio di Trieste) e che proseguiranno anche nel 2010 con ulteriori iniziative tra cui eventi e brochure promozionali sul pesce povero e studi tecnico-scientifici su nuove metodologie di imballaggio dei prodotti ittici.”
“L’allevamento potrebbe essere la tanto ricercata soluzione per salvare il tonno rosso, a rischio di estinzione nel Mediterraneo; a rivelarlo sono gli studiosi dell’Istituto Oceanografico Spagnolo della Regione di Murcia che, in un articolo pubblicato giorni fa sulla rivista scientifica New Scientist, hanno annunciato la buona riuscita del loro nuovo progetto scientifico:
“Per un giorno Alghero è stata la capitale nazionale dell’acquacoltura. È successo di recente, grazie ad un prestigioso convegno dal titolo “Acquacoltura in Sardegna: un percorso verso l’eccellenza” , che ha visto la partecipazione e il contributo di scienziati, ricercatori, imprenditori, rappresentanti di categoria, istituzioni ed esperti di tutta Italia, nel magnifico scenario di Porto Conte, presso la sede di Sardegna Ricerche. L’iniziativa, voluta dalla neonata Associazione Sarda Acquacoltori, è stata cofinanziata da Laore Sardegna, agenzia regionale che opera in campo agricolo.”
“Entrerà in vigore il 1° luglio del 2010 il Regolamento CE n.710/09 che disciplina l’acquacoltura biologica, uniformando il quadro giuridico nei diversi Stati membri. Dei nuovi obblighi, ma anche delle tante opportunità che si aprono per gli operatori del settore.
Se ne è parlato stamani in un convegno nazionale promosso da Unioncamere Puglia e da Bridg€conomies alla Camera di Commercio di Bari, organizzato in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Coispa, Biolfish e Api.
“L’acquacoltura è un settore fortemente in espansione – ha dichiarato il segretario generale della Camera di Commercio di Bari, Roberto Majorano – che in Puglia vanta già realtà di eccellenza, come la Panittica Pugliese. Si tratta di una delle più importanti aziende del comparto nel Mediterraneo, protagonista lo scorso anno di un risultato scientifico di portata mondiale, quale la riproduzione del tonno rosso in cattività, e che ora ha investito nell’allevamento biologico nel suo impianto di Bisceglie. Ci si muove ormai nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, che ha riguardo per l’ambiente e per le specie animali, individuando sistemi di produzione e cattura che siano rispettosi degli equilibri naturali. E’ un settore ad alto valore aggiunto, in cui si fa molta ricerca ma vi sono anche un’ampia domanda da parte del mercato e varie possibilità di creazione di indotto e quindi occupazione”.



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